Disturbo da accumulo (disposofobia)

Disposofobia significa letteralmente paura di buttare, di disfarsi di oggetti. Chi soffre di questo disturbo ha un bisogno ossessivo di conservare qualsiasi cosa attribuendogli un estremo valore.

Il disturbo si può presentare già dall’infanzia, lo si può scambiare per collezionismo, ma è in età adulta che si evolve in modo severo, ostacolando la vita lavorativa, familiare e personale del soggetto affetto.

L’espressione peggiore di questo disturbo può causare seri problemi nella vita domestica. Gli accumulatori spesso hanno la casa invasa da oggetti futili, insalubri e persino pericolosi che aumentano la possibilità di veri rischi per la salute all’interno dell’abitazione. Si possono scatenare incendi o possono palesarsi condizioni igieniche precarie tanto da attirare infestazioni di scarafaggi, topi o insetti come nel caso degli accumulatori di cibo o di animali.

In genere queste persone hanno dei tratti che differenziano il loro disturbo da altri. Infatti anche se è una compulsione, la disposofobia ha caratteristiche diverse dal disturbo ossessivo compulsivo. Il soggetto ha difficoltà decisionale e di classificazione del valore degli oggetti, terrebbe tutto perché sente di avere un attaccamento emotivo ed una responsabilità nei confronti dei suoi beni. In genere sono persone ansiose e con scarsa memoria, per questo, tendono a conservare tutto in bella vista, per paura di dimenticarsene.

Sono persone che non si rendono conto della condizione in cui vivono; pur essendo evidente che hanno la casa affollata e che camminano su fogli, buste o altri stravaganti oggetti per andare da una stanza all’altra, sminuiranno il disagio e non ne vedranno affatto un problema.