Perfezionismo patologico

Home | Blog | Perfezionismo patologico

4 Gennaio 2019 - Ansia, Crescita personale, Psicologia

Perfezionismo patologico: cos’è e come fate ad arginarlo.

Quanto vorrei che tutto fosse sempre in ordine! Che tutto tornasse alla perfezione.

Vi è capitato certamente di fare pensieri di questo tipo ed è normale che possa accadere, ma se diventa un mood quotidiano, quasi un motto di vita, questo diventa ossessivo ed è allora che si trasforma in “perfezionismo patologico”.

Cosa significa essere perfezionisti? Quando si esige da sé stessi o dagli altri una performance di qualità maggiore, rispetto a quella richiesta dalla situazione, questo porta il soggetto a vivere in un costante stato d’ansia causato dal bisogno di fare sempre meglio (Hamacheck 1978).

Il perfezionismo, di per sé, non  è un problema, ma anzi può essere uno stimolo a fare meglio, se l’errore è visto come una possibilità di crescita e non si teme il giudizio negativo degli altri. Un perfezionismo “sano” deriva dalla conseguenza di una storia personale caratterizzata da rinforzi positivi. Al contrario, nel perfezionismo patologico sono costanti la paura di fallire e la svalutazione dei risultati ottenuti: non si è perfezionisti per fare meglio, ma per paura di sbagliare! Ecco, con tutta probabilità questo è il frutto di “rinforzi negativi”.

Ma vediamo quali sono i comportamenti che caratterizzano il perfezionismo patologico:

 – Preoccupazione eccessiva per le liste, i dettagli e l’organizzazione a discapito dell’obiettivo generale;

 – Perfezionismo che interferisce con la riuscita di un lavoro in tempi rapidi;

 – Eccessiva dedizione al lavoro (non giustificata da necessità economiche) con conseguente riduzione del tempo       dedicato ad attività ricreative;

 – Incapacità a gettare oggetti vecchi o inutili, anche quando privi di valore affettivo;

 – Inflessibilità su posizioni etiche e/o morali (non giustificate dall’appartenenza politica o religiosa);

 – Riluttanza a delegare compiti o a lavorare in gruppo;

 – Stile di vita eccessivamente parsimonioso sia verso sé stessi che verso gli altri;

 – Rigidità e testardaggine.

Grolnick, nel 2002, rintraccia nel controllo psicologico e nel modello di parenting intrusivo, quelle modalità educative che il genitore utilizza per spingere il figlio a raggiungere particolari risultati o a comportarsi in un determinato modo. Spesso intriso di regole rigide e morali.

Questo può portare a creare nella persona una credenza su di sé erronea: “se non sono abbastanza perfetto o commetto troppi errori non sarò degno di amore”. Purtroppo un genitore troppo esigente può provocare danni che ci portiamo dietro tutta la vita! La verità è che nessuno è perfetto. Se vi riconoscete in questa forma di perfezionismo,  ecco alcuni consigli utili:

 – Imparate a conoscere a fondo voi stessi per comprendere quali sono i vostri pregi e i vostri difetti, e coltivate i   vostri lati positivi. 

 – Circondatevi di persone che vi amino a prescindere dagli status da raggiungere

 – Fate attenzione ai pensieri dicotomici: o è tutto nero o è tutto bianco, esiste anche il grigio. 

 – Cercate di essere meno critici verso le altre persone e imparate un po’ di sana pazienza. Così facendo migliorerete le vostre relazioni personali e professionale.

CORSO GRATUITO DI CRESCITA

Iscriviti e ricevi ogni lunedì, per 8 settimane, una lezione di crescita personale direttamente nella tua casella di posta.


Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.